Lombardia: NO alla Proroga di 6 mesi su termovalvole e contabilizzazione

Clamorosa presa di posizione della Regione Lombardia, e conseguente malcontento dei soggetti coinvolti, sulla proroga della scadenza per l'installazione di termovalvole e contatori all'interno delle abitazioni condominiali.

La Regione Lobardia non riconosce l'efficacia della Proroga Proposta dal Governo

La proroga per l'installazione di termovalvole e contatori sugli impianti di riscaldamento nei condomìni, che ha spostato la relativa scadenza al prossimo 30 giugno 2017, non avrà effetto in Lombardia. La Regione ha infatti comunicato di non voler riconoscere alcuna efficacia al provvedimento statale che dispone la proroga, poiché ritiene che la materia in oggetto possa essere disciplinata esclusivamente da leggi regionali.

Regione Lombardia, nessuna proroga per le termovalvole

Clamorosa presa di posizione della Regione Lombardia, e conseguente malcontento dei soggetti coinvolti, sulla proroga della scadenza per l'installazione di termovalvole e contatori all'interno delle abitazioni condominiali.

Come noto, con il recente Decreto Milleproroghe il Governo ha posticipato di sei mesi la scadenza per l'adeguamento degli impianti di riscaldamento, fissandola, adesso, al 30 giugno 2017.

Ebbene, con una nota di Infrastrutture Lombarde, società soggetta a direzione e coordinamento da parte della Regione Lombardia, viene comunicato che la proroga sulle termovalvole e la contabilizzazione non può avere efficacia nel territorio lombardo, poiché la materia dev'essere regolata da norme regionali. In particolare, nella nota si chiarisce che la scadenza originaria del 31.12.2016 è prevista nella legge regionale n. 24 del 2006, nonché in una successiva legge regionale del 2013. Per tale motivo, a parere della Regione, un'eventuale proroga potrebbe essere stabilita solo con un'ulteriore legge regionale, e non con un provvedimento del Governo italiano.

Scadenza termovalvole: in Lombardia resta quella del 31.12.2016

Va ricordato che l'adeguamento degli impianti di riscaldamento condominiali per mezzo dell'installazione di valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione dei consumi è stato reso obbligatorio in Italia da una norma di rango Europeo. Più precisamente, una Direttiva Europea del 2012 ha posto come termine ultimo per l'ottemperanza a tale previsione il 31 dicembre 2016.

Molti condomini italiani, però, non hanno rispettato tale scadenza, vuoi per la difficoltà di deliberare ed organizzare in tempo utile il programma dei lavori necessari, vuoi per scelta consapevole o per semplice inerzia. In ragione di tanto, il Governo italiano ha ritenuto opportuno concedere altri sei mesi ai soggetti che risultano ancora inadempienti, in modo da consentire una più ampia applicazione delle disposizioni europee.

Non è stata dello stesso avviso, come detto, la Regione Lombardia: incurante dei vantaggi che avrebbero ottenuto i suoi cittadini dalla previsione di una simile proroga (in primis, la mancata applicazione delle sanzioni in capo ai soggetti inadempienti), l'ente regionale ha disconosciuto ogni validità alla proroga sul territorio lombardo. Per i condomini lombardi, dunque, il termine ultimo rimane quello del 31 dicembre 2016, e chi non ha provveduto in tempo risulta, pertanto, inadempiente.

Le proteste dei proprietari di immobili

La presa di posizione della Regione Lombardia non ha mancato di suscitare decise critiche da parte dei soggetti interessati, a cominciare dalle associazioni di categoria. In particolare, Assoedilizia (l'Associazione per la proprietà edilizia di Milano), considera sbagliata la presa di posizione della Regione riguardo alla spettanza della potestà legislativa nella materia in questione. Secondo l'associazione, infatti, in proposito dovrebbe valere il principio Costituzionale secondo cui le Regioni devono rispettare, in simili fattispecie, i principi fondamentali individuati dallo Stato.

In ogni caso, al momento, la proroga sull'installazione delle termovalvole e dei contabilizzatori di calore sembra destinata a non avere efficacia sul territorio lombardo, con una conseguente disparità di trattamento tra i proprietari di immobili ubicati in Lombardia e i proprietari di immobili situati su tutto il restante territorio nazionale.